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Agricoltura biologica, perché?

L'Agricoltura biologica nasce da due correnti che, insieme, si sono sviluppate. Da un lato, sempre più persone cominciano a preferire i prodotti freschi e locali, non più provenienti dalle più svariate parti del mondo (filiera corta); dall'altra, c'è un'attenzione particolare alla genuinità, bontà e freschezza dei prodotti acquistati, con benefici per la salute attraverso l'alimentazione, rinunciando ai prodotti chimici, pesticidi e additivi, altrimenti utilizzati.
C'è molta più attenzione alla tracciabilità del prodotto, prediligendo quello locale, di stagione e proveniente da agricoltura biologica; durante la spesa, infatti, l'occhio del consumatore attento fruga tra gli scaffali alla ricerca del logo EU dell'Agricoltura Biologica e delle scritte riportanti la dicitura "Biologico". Non solo frutta e verdura, ma tutto quello che deriva dalle varie colture: diventano biologiche le farine, i succhi di frutta, l'aceto, gli olii, il pane, i cerali, i legumi... arrivando alle uova come alla carne, attraverso allevamenti anch'essi gestiti secondo precise norme: buon cibo, buone condizioni di vita e, ovviamente, buona salute e prosperità degli animali.

Come nasce e cosa significa "Agricoltura Biologica"

Già dall'inizio degli anni '90 nei paesi dell'Unione Europea vengono adottati regolamenti che disciplinano i marchi di riconoscimento e le norme produttive. Compaiono così, uno dopo l'altro, prodotti DOP (Denominazione di Origine Protetta), IGP (Indicazione Geografica Protetta), STG (Specialità Tradizionale Garantita) e provenienti da Agricoltura Biologica (Regolamento Comunitario 834/2007 e "Regolamento (CEE) N. 2092/91 del Consiglio del 24 giugno 1991 relativo al «Metodo di produzione biologico di prodotti agricoli è alla indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari»").
I prodotti provenienti da Agricoltura Biologica sono contrassegnati da un'etichetta verde, riportante la scritta "Agricoltura Biologica". Secondo la Normativa, i prodotti biologici devono rispettare precise regole di produzione, tradizionali e prive di utilizzo di sostanze chimiche di sintesi, come anticrittogamici, diserbanti, insetticidi o pesticidi, né Organismi Geneticamente Modificati (OGM) e/o prodotti derivati da tali organismi.

I vantaggi dell'Agricoltura Biologica

L'Agricoltura Biologica mira a salvaguardare l'ambiente, gli organismi che lo popolano (ovviamente gli esseri umani al primo posto) e gli stessi prodotti agricoli attraverso precise tecniche produttive che rispettano il terreno, riducendo l'inquinamento e le sostanze chimiche che, dalla frutta e verdura, possono arrivare ai consumatori. Insomma, un'Agricoltura Biologica che punta sulla salute, sulla natura e su un minor impatto ambientale dell'attività agricola, il tutto rispettando le colture, gli animali, la terra, l'aria e l'acqua e riducendo le emissioni di gas serra.
I metodi di coltivazione mirano così a preservare i raccolti e la bontà dei prodotti usando tecniche alternative, come la scelta di colture resistenti alle malattie, predisponendo una rotazione delle colture che rende difficile la proliferazione dei parassiti per più anni consecutivi, la consociazione di piante che, per effetto naturale, allontanano i parassiti dalle piante che si vogliono preservare e la creazione di alberi e siepi che svolgono un'azione di barriera contro insetti nocivi e l'inquinamento esterno.
I fertilizzanti impiegati sono fertilizzanti naturali, come il letame e altre sostanze organiche. Si prediligono gli "insetti utili" quali predatori dei parassiti e l'uso delle sostanze naturali vegetali, animali o minerali autorizzate dal Regolamento europeo.